Medicina tradizionale

Curare l’orzaiolo con la medicina tradizionale

matitaperocchi

L’approccio curativo all’orzaiolo è di fatto ampio e diversificato e può comprendere il ricorso a terapie di tipo tradizionale, oppure l’utilizzo di tecniche legate a metodi alternativi che per loro natura possono avere la stessa efficacia dei primi.

L’utilizzo di impacchi tiepidi e per loro natura tesi a ridurre il gonfiore, sono una delle possibili soluzioni per fare in modo tale che la pressione all’occhio venga ridotta e il fastidio sia ridotto ai minimi termini possibili.

In questo senso abbiamo due fasi distinte e specifiche, una prima fase nella quale si cerca di contenere la crescita della infezione medesima, ricorrendo a impacchi che per loro stessa natura sono lenitivi e agiscono sulla zona interessata non in maniera invasiva.

L’impacco ha anche un effetto sulla evoluzione dell’orzaiolo medesimo, quando questo tende a maturare, l’utilizzo di impacchi fa in modo tale da favorire la sua rottura e nello stesso tempo aiuta a ridurre la pressione sulla parte interessata.

L’intervento del medico in caso di recidiva dell’orzaiolo fa in modo tale che venga applicata una pomata o un unguento teso a favorire il suo riassorbimento, tuttavia per quanto un la pomata possa fare il suo effetto, potremmo trovarci in presenza di una forma che evolve in infezione stafilococca.

In questo caso ovviamente è necessario ricorrere a una cura a base antibiotica, questo ovviamente verrà fatto dietro valutazione del medico di fiducia, qualora dovesse riscontrare una sintomatologia identificabile come infezione.

La scomparsa dell’orzaiolo può anche essere accompagnata dall’insorgere di fastidiose cisti che compaiono magari nella zona colpita dall’infezione, successivamente alla sua scomparsa.

In questo caso potrebbe rendersi necessario il ricorso a un piccolo intervento chirurgico.

Questo accade quando successivamente alla scomparsa della infezione, sulla parte di pelle interessata compare magari una cisti, questa viene trattata in anestesia locale, l’oculista tendenzialmente opera in modo tale da aprire la cisti per asportarne il contenuto.

Il calzaio è una forma di orzaiolo differente, anche questo alla stregua della forma precedente può essere trattato in maniera tale da essere asportato tramite un intervento chirurgico, in questo caso successivamente all’intervento sarà necessario applicare una benda compressiva per ridurre l’emorragia e la tumefazione successive all’intervento.

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